Aphelion (2008)



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Aphelion di Kristle Reed è la storia di tre vampiri nella New York del 1905. Ailiis ed Emil, dopo aver scoperto che un loro simile, di nome Goran, proveniente dalla Romania, è stato catturato dal proprietario di un circo e viene usato come attrazione per incuriosire e colpire l’immaginazione degli spettatori, decidono di liberarlo.
Prima di raccontare quali conseguenze porterà questo gesto, l’autrice descrive in modo realistico e abbastanza crudo la condizione degli immigrati che all’arrivo negli Stati Uniti vengono controllati per verificare che non abbiano malattie e in caso contrario rispediti al proprio paese e che, dopo essere stati schedati e visitati, si trovano spesso spaesati e in difficoltà in una realtà che non conoscono e in cui pochi sono disposti ad aiutarli.
Emil sceglie le proprie vittime proprio tra gli immigrati in difficoltà ed è così che ha conosciuto Ailiis proveniente dall’Irlanda e l’ha trasformata in un vampiro, donandole l’immortalità, ma costringendola anche ad un’esistenza a metà, né completamente viva né definitivamente morta. Il padrone del circo non si rassegna, però, a perdere la sua attrazione principale e manda diverse persone a cercarlo, senza ottenere inizialmente alcun risultato, finché il fragile equilibrio che univa i tre si spezza e Goran viene ripreso e riportato al circo.
Non rivelo il finale per non rovinare la sorpresa ai lettori, ma anche per chi come me non ama particolarmente i vampiri troverà senza dubbio il libro avvincente e ben scritto. L’autrice sa entrare, infatti, nei pensieri dei personaggi e sa dosare bene descrizioni e dialoghi.